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lunedì 16 giugno 2025

Medio Oriente e 25092009messainduomoxsanpadrepio.blogspot.com


http://www.acraccademia.it/SITI%20UTILI.html
 Giugno 2025

I 5 Referendum dell'8 e 9 giugno, non hanno raggiunto il "cuorum"... Noi riteniamo che sia  inutile lamentarsi e cercare di chi è la colpa. Possiamo solo sottolineare la mancata possibilità di coinvolgere i cittadini per gestire  insieme ai "politici" i nodi più controversi e delicati della realtà  italiana.

I 4 REFERENDUM inerenti al LAVORO, voluti dalla Cgil di Landini e appoggiati daĺla sinistra... potevano essere evitati se l'attuale Governo Meloni che ha la maggioranza assoluta del Parlamento sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica, avesse voluto risolverli con leggi apposite come si fa in tutti gli stati europei...
 I cittadini Italiani li hanno snobbati perché, come sempre hanno poca fiducia dei politici e non hanno voluto scegliere... ascoltando chi dirige il governo. 
Hanno fatto bene o hanno fatto male? 
Ai posteri l'ardua sentenza!

Per il quinto referendum, voluto dai Radicali, sul dimezzamento della possibilità di chiedere la cittadinanza italiana da 10 a 5 anni... degli stranieri exstracomunitari, anch'esso sottoscritto da 5 milioni di cittadini come tutti gli altri... riceviamo delle interessanti riflessioni dal nostro Filosofo, che  le lettrici e i lettori ben conoscono e apprezzano da anni. BENE! Volentieri le pubblichiamo.


*Riflessioni sul quinto referendum*
a cura di Francesco Costantino*
 
Il quinto referendum prevedeva di
ridurre da 10 a 5 anni il tempo per
avere la cittadinanza italiana.
( lasciamo perdere la storia dei 10
  dei 5 anni, ci porta fuori strada)
Questo quesito si rivolge ai migranti
regolari o no che sbarcano illegalmente
in Italia.
Il quesito è stato respinto perché
non ha raggiunto il quorum previsto,
ma i SI sono stati di molto sotto le
aspettative.
Allora sorge una domanda, perché
la sinistra non lo ha capito?
Ogni giorno i media riportano le
malefatte di una parte consistente
di questi irregolari in Italia, specialmente
nelle cronache di droga e reati di
strada.
Non solo, ma quello più odioso è
la pretesa che, questo gruppo
maggioritario di irregolari, di
imporre agli italiani il loro modo di
vivere, la loro cultura e in modo
strisciante la loro religione.
E dulcis in fondo quando non ottengono
quello che vogliono chiamano gli
italiani RAZZISTI.
Ricordo a chi legge che molti italiani
nel passato sono emigrati in
particolare modo in america. Questi
italiani sono stati nella cronaca di
quei Paesi per le polpette al sugo
e per i maccaroni, non hanno preteso
di cambiare la cultura e si sono adattati
al modo di vivere.
Ancora oggi, 2025, polpette e maccaroni
sono sinonimo di italianità senza avere
a che fare con razzismo e pretese di
imposizione culturale.   

*Filosofo  di Crv e Acr con acraccademia 

sabato 14 giugno 2025

Ultime... da clubfturati.blogspot.com




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giovedì 12 giugno 2025

Acr il sanremese a cura di acr il milanese



b. venerdi e b. weekend

 





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lunedì 9 giugno 2025

Ultimissima... ultime quorum fallito... a cura di 25092009messainduomoxsanpadrepio.blogspot.com


REFERENDUM 2025
Referendum 2025, i risultati: affluenza al 30%, quorum mancato. Taranto va al Csx, Bitetti nuovo sindaco. A Matera vince Nicoletti (Cdx)
I risultati dei Referendum 2025 e i ballottaggi delle elezioni comunali: il quorum non è stato raggiunto e l’affluenza definitiva è del 30,6%. A Taranto ha vinto il candidato di centrosinistra Bitetti, Matera va al centrodestra, con il nuovo sindaco Nicoletti.

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REFERENDUM 2025
Referendum 2025, i risultati: affluenza al 30%, quorum mancato. Taranto va al Csx, Bitetti nuovo sindaco. A Matera vince Nicoletti (Cdx)
I risultati dei Referendum 2025 e i ballottaggi delle elezioni comunali: il quorum non è stato raggiunto e l’affluenza definitiva è del 30,6%. A Taranto ha vinto il candidato di centrosinistra Bitetti, Matera va al centrodestra, con il nuovo sindaco Nicoletti.

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domenica 8 giugno 2025

Pagina dell'associazione con la 36a edizione dell'Oscar NO AL BULLISMO


 

Il direttore de il Milanese  Sergio Merzario, con il 
giurato... Attilio Zapparerra ...premiazioni  in galleria..
dell'Oscar Internazionale.. "No al bullismo...
A MILANO! ... a cura de il Milanese-Civennese/Bellagino, 
Sanremese ...Scuole, poeti partecipanti Artisti Europei!

Un grande successo con la presenza del Consigliere
SOCIALISTA  Roberto BISCARDINI... 

Nelle foto: ILDE, la vedova
di un carissimo amico e Socio ROLANDO... Premiato
alla memoria per il suo validissimo appoggio e alla
GRANDE collaborazione del gruppo da ballo de il Milanese..
con il Cral del Comune di Milano  ...e  ACR/CRV-ACR-ONLUS.
..........................

Riceviamo e volentieri pubblichiamo per le lettrici e i lettori de il Milanese!

IL PUNTO: COS'È SUCCESSO NELLA SETTIMANA PASSATA
NEWSLETTER 
a Cura di Lia Quartapelle* 

 
*Ciao Giovanna (nella foto dell'Acr..
POETESSA dell'AMORE e di CRV),
spero che il ponte sia stato di riposo, perché ci aspetta un 
fine settimana pieno di politica.
Come avrai letto, si terranno due manifestazioni, una sabato 7 giugno a Roma e una venerdi 6 giugno a Milano, che hanno l’obiettivo di fare pressione per fermare la guerra di Netanyahu contro Gaza e di chiedere al governo italiano, finora inerte, di allinearsi a paesi come la Francia, il Canada, il Regno Unito e la Spagna che hanno messo in atto azioni chiare per fermare quanto sta accadendo ormai da 20 mesi a Gaza.

Parteciperò a entrambe perché quello che sta accadendo a Gaza - crimini di guerra, crimini contro l’umanità, uso degli aiuti umanitari e della fame come arma di guerra
 - è ingiustificabile-. Così come va denunciato il continuo e subdolo avanzare delle colonie in Cisgiordania. Questa guerra va fermata perché è intollerabile che si continuino a uccidere vittime civili, a distruggere le infrastrutture civili, che si usino gli aiuti umanitari e il cibo per scopi militari. E sono intollerabili le frasi pronunciate sempre più spesso da ministri e parlamentari della destra estrema israeliana per motivare e giustificare la guerra. Mi angoscia che ogni altra strada provata finora, parlamentare e diplomatica, non abbia prodotto nessun effetto.
Premetto che non è in discussione la mia vicinanza e amicizia con il popolo israeliano e che non verrà meno il piccolo contributo che da tempo cerco di dare a chi è all’opposizione in quel paese e contrasta da anni la destra nazionalista e religiosa di Netanyahu. Ma proprio tenendo conto di questi legami, mi sembra necessario dire in tutte le forme possibili che l’operazione israeliana in corso a Gaza a questo punto non ha nulla a che fare con la necessità di ristabilire la deterrenza dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 o per contrastare il terrorismo di Hamas. E’ ormai diventata una guerra senza scopo militare, senza obiettivi, senza una strategia politica di sradicamento di Hamas (da portare avanti insieme ai paesi arabi).
Quella in corso è una guerra che non ha nulla a che fare con la sicurezza di Israele. E’ una campagna vergognosa che, con le continue violazioni del diritto internazionale e del diritto di guerra, sta disonorando il governo di Israele e lo qualifica come pariah nel mondo. E’ una guerra che, nella sua durata indefinita, permette a Netanyahu e alle forze estremiste della destra nazionalista e religiosa che lo sostengono di evitare di affrontare la questione fondamentale: non ci può essere sicurezza duratura per Israele senza un accordo con i paesi della regione (che aiutino anche a isolare e sconfiggere politicamente Hamas) e senza riconoscere ai palestinesi il diritto a uno stato. Nutrendo, senza mai risolverla, l’illusione che la questione palestinese si possa risolvere con la forza, questa guerra perpetua la permanenza al potere di Netanyahu ma rischia di essere la fine di Israele laica, aperta e democratica. Per tutte queste ragioni la guerra di Netanyahu deve essere fermata.
Manifesteremo, a Roma e a Milano, unendo la nostra voce alle migliaia di persone che da mesi in Israele chiedono a Netanyahu di negoziare per la restituzione degli ostaggi e di andarsene, e a chi a Gaza protesta, a rischio della propria vita, contro Hamas. Spero saremo in tante e tanti.

L’8 e 9 giugno andrò a votare per i 5 referendum sulla cittadinanza e sul lavoro.
Voterò sì al referendum che riduce da 10 a 5 anni il periodo di residenza in Italia richiesto per iniziare il processo per richiedere la cittadinanza (scheda 5 gialla). È un quesito che guarda al futuro, e che risponde alle attese di milioni di persone, soprattutto ragazzi e ragazze, che vivono in Italia, che amano l’Italia, ma permangono in una condizione che li discrimina e esclude.
Voterò sì al quesito che estende le norme sulla sicurezza sul lavoro anche alle imprese subappaltatrici (scheda 4 rosso rubino): in Italia si muore sul lavoro con una frequenza spaventosa e si deve fare tutto il possibile, incluso un referendum (ma non solo), per invertire questa tendenza.
Gli altri tre quesiti sul lavoro (schede verde chiaro, arancione e grigia) abrogano parti di una legge pensata, scritta e votata dal PD. Per questo motivo, c’è una grande discussione nel PD e tra i suoi elettori, e immagino che non tutti coloro che leggono questa newsletter abbiano le idee chiare o la pensino allo stesso modo. Siccome penso sia importante votare in modo informato, segnalo una spiegazione tecnica sul contenuto dei referendum sul lavoro elaborata dal prof Franco Scarpelli e due pareri diversi su questi referendum ,che spero possano aiutare chi legge a farsi una propria opinione (qui, per i 5 sì e qui per le ragioni critiche)
Per quanto mi riguarda, non sono a favore delle tre proposte di abrogazione di quella legge. Prima di tutto per una ragione di coerenza: da parlamentare ho approvato quella legge. In secondo luogo, penso che sia sbagliato sottoporre a referendum, e non a una revisione parlamentare, una materia così tecnica come il diritto del lavoro. 
Infine perché penso che se vincessero i sì e il Jobs Act venisse abrogato si tornerebbe a una situazione di maggiore precarietà rispetto a quella attuale. Il Jobs Act infatti aveva l’obiettivo di ribaltare la logica delle precedenti riforme del lavoro (Treu, Fornero), che avevano reso più flessibile il nuovo lavoro, creando forme di contratti a prestazione o a chiamata, i quali finivano per tenere tutti i nuovi assunti in una situazione precarietà senza fine, creando così una vera diseguaglianza tra i nuovi assunti, soprattutto giovani, senza tutele, mentre i vecchi assunti avevano il posto fisso con le tutele dello Statuto dei lavoratori del 1970. 
Il Jobs Act ha abbattuto la giungla di contratti precari (abolendo i cocopro e contrastando la perversione delle finte partite IVA) e ha introdotto solo per le nuove assunzioni un contratto a tutele crescenti, senza le garanzie dell’articolo 18, ma con l’estensione di misure protettive che i contratti precari allora esistenti non prevedevano (per esempio uniformando il sostegno per il periodo di disoccupazione, estendo i meccanismi dei congedi parentali, contrastando le dimissioni in bianco). A distanza di 11 anni, e nonostante le modifiche legislative e giurisprudenziali intervenute, continuo a non essere convinta dalle ragioni di chi vuole cancellare quella riforma, a fronte del fatto che il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act da più garanzie dei contratti precari che ha sostituito. Basti pensare che, se vincessero i sì, si tornerebbe alla riforma Fornero che prevede 24 mesi di indennità per i licenziamenti, mentre il Jobs Art ne prevede 36. 
Ho il timore che se il Jobs Act venisse abrogato si tornerebbe a una situazione di maggiore instabilità. Mentre oggi il principale problema in Italia non è più l’instabilità dei contratti ma i livelli salari bassi.

A CAPO: COSA TENERE D'OCCHIO PER LA SETTIMANA

Questa settimana in Aula discuteremo del DL PNRR e avvio anno scolastico e del DL sulle infrastrutture strategiche

Giovedì 5 giugno alle ore 18, in piazza dei Mercanti a Milano abbiamo organizzato un evento di chiusura della campagna referendaria. Oltre a me interverrà il sindaco Beppe Sala, poi Marco Cappato, Tito Boeri, Pierfrancesco Majorino, Francesco Ascioti, Vladislav Malashevskyy, Mila Grujovic, Raffaella Stacciarini. Infine chiuderà l'evento Riccardo Magi.
Sabato 14 giugno a Barzio (LC) ci sarà una passeggiata tra memoria e impegno europeo con Nicola Zingaretti e altri ospiti, tra cui Pietro Bussolati, Monica Corti e Gian Mario Fragomeli. L'evento rientra nel progetto di Bella Ciao, Milano e sarà una commemorazione delle vicende partigiane.
Prenotazioni entro il 30 maggio: alessandrorossi.eu@gmail.com.X

A lunedì prossimo, 
 
*Lia 
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giovedì 5 giugno 2025